Archivi per la categoria ‘Fava di Carpino’

Broad Beens Seeding

sabato, 4 dicembre 2010

E’ iniziata la semina delle “Fave di Carpino”,  ottima giornata da dedicare al Nostro legume. Per chi lo conosce  e lo apprezza sa che questo era la bistecca dei poveri. La Fava preferisce terreni leggermente argillosi  con  ph  alcalino, non  ha difficoltà in altri luoghi con il ph differente. E’ la prima Leguminosa da porre a dimora, non soffre particolarmente del freddo, fattore inevitabile in questi mesi invernali, riesce a resistere fino a ( -5 Gradi Celsius ) La distanza tra i solchi cui è stata seminata va dai 30 a 40 cm, e’ la distanza ideale per dar luce alla pianta in fase di crescita. La profondità varia dai 10 ai 15 cm. Qui a Carpino nel paese dell’olio extravergine di oliva ( Città dell’Olio) abbiamo questa passione per la “Fava” che ci ha portato al riconoscimento del Presidio Slow Food. La “Fava di Carpino” viene fatta seccare in covoni sotto al sole in estate, poi mangiata cotta. Ottima per chi segue una Dieta Vegetariana.

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Ricetta

mercoledì, 25 agosto 2010

Favetta con Cicorie.

Far soffriggere in una pentola le Fave, dopo averle  tenute in ammollo per qualche ora, con: olio extravergine ( www.oliocannarozzi.com ),  cipolla e pomodori a pezzetti. Coprire con acqua e portare a bollore.  A  fine cottura, mantecare con le Cicorie lessate. Un piatto da leccarsi i baffi!!!!!!!!!!

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Seccano sui covoni le Fave di Carpino

giovedì, 22 luglio 2010
La STAMPA.it
I luoghi del gusto
22/07/2010 -

Nei terreni calcarei e argillosi del comune foggiano di Carpino si coltiva una delle fave pugliesi più apprezzate. Gli appezzamenti sono molto piccoli e la produzione è quantitativamente modesta. Seminate nei mesi di ottobre e novembre, le fave non si concimano e non si trattano: le erbe infestanti sono tolte manualmente. Tra giugno e luglio, le piante sono falciate a mano e legate in covoni da far seccare sul campo. Nel frattempo si predispone un’area circolare (arij) bagnando il terreno, ricoprendolo di paglia e pressandolo.Si sistemano i covoni ben secchi sull’arij e, quando il sole è alto, si passa alla fase della pesa: un agricoltore sta al centro dell’area, mentre uno o più cavalli girano in tondo schiacciando i covoni. Con forche di legno si separano quindi le fave dalla paglia. Tenera e saporita, di dimensioni medio piccole e con una fossetta nella parte inferiore, la fava di Carpino è verde al momento della raccolta e, con il tempo, diventa color bianco sabbia.Il Presidio Slow Food cerca di tenere vivo il metodo di coltivazione e di incentivare la produzione di questo legume.

Articolo  di  Angelo Surrusca

LA STAMPA del  22 lug 2010

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Fave di CARPINO – Raccolta 2010

giovedì, 10 giugno 2010

Stanno arrivando le Fave di Carpino, raccolta anno 2010.
A breve saranno disponibili in sacchetti da 500 gr.
Si accettano prenotazioni!!!

Tel: 392.1195508 – 347.2213541

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La Fava di Carpino, presidio Slow Food

domenica, 6 dicembre 2009
Fava di Carpino
I terreni calcarei e argillosi di Carpino sono perfetti per la coltivazione delle fave. E non a caso proprio qui, da sempre, si coltiva una delle varietà più apprezzate di tutta la Puglia. Si produce in rotazione con il grano duro, le barbabietole da zucchero, i pomodori e i lupini.
La semina avviene nei mesi di ottobre e novembre. Non si concimano (anzi, la fava è una pianta che arricchisce il terreno di azoto) e non si trattano: le erbette infestanti si tolgono a mano. A giugno, quando le piante sono ingiallite, si falciano a mano e si legano in covoni (i cosiddetti manocchi) che si lasciano seccare sul campo. Nel frattempo si predispone un’area circolare (arij) bagnando il terreno, ricoprendolo di paglia e pressandolo. Lo scopo è quello di creare uno strato duro e compatto su cui poter lavorare. Nel mese di luglio, quando i manocchi sono ben secchi, si sistemano sull’arij (dopo aver eliminato la paglia) e, quando il sole è alto, si passa alla fase della pesa: un agricoltore sta al centro dell’area, mentre uno o più cavalli girano in tondo schiacciando i covoni. Quindi, con tradizionali forche di legno, si separano le fave dalla paglia. Per eliminare anche le particelle più minute, infine, si sollevano con pale di legno e si gettano in aria approfittando della brezza pomeridiana.
Gli appezzamenti destinati alle fave di Carpino sono perlopiù molto piccoli – in media mezzo ettaro – e la produzione è quantitativamente modesta.
I produttori del Presidio coltivano anche lupini e olivi, da cui ricavano olio extravergine e olive da mensa.
A tavola
Piccolina e con una fossetta nella parte inferiore, la fava di Carpino è verde al momento della raccolta e, con il tempo, diventa color bianco sabbia. Tenera e saporita, tradizionalmente si cuoce nelle pignatte di terracotta sul fuoco dolce del camino. Si mangia come contorno – condita semplicemente con un filo di extravergine di oliva – oppure come primo piatto: cotta con erbe spontanee, con la zucca oppure con la carne di maiale.
La tradizione abbina questi semplici piatti a un vino rosato; per rimanere sul territorio, si scelga un rosato di Castel del Monte. Il corpo e la spiccata acidità di questo vino contrastano con le note dolci della fava e della zucca, riequilibrando piacevolmente il palato.
Area di produzione
Comune di Carpino (provincia di Foggia)
Socio e Produttore
Azienda Agricola Cannarozzi, tel/fax. 0884 99 22 94  cell 347.2213541— 392.1195508
www.oliocannarozzi.com
Presidio sostenuto da
Parco Nazionale del Gargano

Fava di Carpino

I terreni calcarei e argillosi di Carpino sono perfetti per la coltivazione delle fave. E non a caso proprio qui, da sempre, si coltiva una delle varietà più apprezzate di tutta la Puglia. Si produce in rotazione con il grano duro, le barbabietole da zucchero, i pomodori e i lupini.

Fave di Carpino

Fave di Carpino

La semina avviene nei mesi di ottobre e novembre. Non si concimano (anzi, la fava è una pianta che arricchisce il terreno di azoto) e non si trattano: le erbette infestanti si tolgono a mano. A giugno, quando le piante sono ingiallite, si falciano a mano e si legano in covoni (i cosiddetti manocchi) che si lasciano seccare sul campo. Nel frattempo si predispone un’area circolare (arij) bagnando il terreno, ricoprendolo di paglia e pressandolo. Lo scopo è quello di creare uno strato duro e compatto su cui poter lavorare. Nel mese di luglio, quando i manocchi sono ben secchi, si sistemano sull’arij (dopo aver eliminato la paglia) e, quando il sole è alto, si passa alla fase della pesa: un agricoltore sta al centro dell’area, mentre uno o più cavalli girano in tondo schiacciando i covoni. Quindi, con tradizionali forche di legno, si separano le fave dalla paglia. Per eliminare anche le particelle più minute, infine, si sollevano con pale di legno e si gettano in aria approfittando della brezza pomeridiana.

Gli appezzamenti destinati alle fave di Carpino sono perlopiù molto piccoli – in media mezzo ettaro – e la produzione è quantitativamente modesta.

I produttori del Presidio coltivano anche lupini e olivi, da cui ricavano olio extravergine e olive da mensa.

A tavola

Piccolina e con una fossetta nella parte inferiore, la fava di Carpino è verde al momento della raccolta e, con il tempo, diventa color bianco sabbia. Tenera e saporita, tradizionalmente si cuoce nelle pignatte di terracotta sul fuoco dolce del camino. Si mangia come contorno – condita semplicemente con un filo di extravergine di oliva – oppure come primo piatto: cotta con erbe spontanee, con la zucca oppure con la carne di maiale.

La tradizione abbina questi semplici piatti a un vino rosato; per rimanere sul territorio, si scelga un rosato di Castel del Monte. Il corpo e la spiccata acidità di questo vino contrastano con le note dolci della fava e della zucca, riequilibrando piacevolmente il palato.

Area di produzione

Comune di Carpino (provincia di Foggia)

Socio e Produttore

Azienda Agricola Cannarozzi – Tel e Fax: 0884992294 / Cell: 347.2213541 – 392.1195508

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Presidio sostenuto da

Parco Nazionale del Gargano

Ricetta tradizionale: le Fave di Carpino

domenica, 6 dicembre 2009
Lasciare le Fave in ammollo per 12 ore .Togliere il nasello, mettere in una pentola di terracotta e coprire di acqua. Quando il bollore salare a piacere. Ultimare la cottura a fuoco lento. Condire con cipolla cruda, origano ed olio extra vergine di oliva. Per una cottura rapida si puo’ ridurre il tempo di ammollo ed effettuare la cottura in pentola a vapore.
Nota: Calcolare 100 grammi a testa.
www.oliocannarozzi.com
info@oliocannarozzi.com
Fave di Carpino

Fave di Carpino

Lasciare le Fave in ammollo per 12 ore .
Togliere il nasello, mettere in una pentola di terracotta e coprire di acqua.
Quando a bollore, salare a piacere.
Ultimare la cottura a fuoco lento.
Condire con cipolla cruda, origano ed olio extravergine di oliva.
Per una cottura rapida si puo’ ridurre il tempo di ammollo ed effettuare la cottura in pentola a vapore.

Nota: Calcolare 100 grammi a testa.

Buon appetito!

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