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Fa’ la cosa giusta!

venerdì, 12 marzo 2010
Fa' la cosa giusta!

Fa' la cosa giusta!

Fa’ la cosa giusta!” è la più grande mostra-mercato sul consumo critico e gli stili di vita sostenibili in Italia; il punto di incontro per tutte le realtà che in Italia promuovono l’economia solidale, il consumo consapevole e la responsabilità sociale d’impresa.

“Fa’ la cosa giusta!” è… il luogo in cui:

• i cittadini interessati al consumo critico trovano progetti innovativi e creativi per un mondo più equo e più pulito;
• le aziende che fanno della sostenibilità ambientale e sociale il loro punto di forza, promuovono beni e servizi di qualità, rispettosi dell’ambiente e dei diritti dell’uomo, incontrando un pubblico numeroso e attento a queste tematiche;
• l’associazionismo , il terzo settore e il volontariato diffondono una cultura di impegno, pace, solidarietà, giustizia e partecipazione;
• le istituzioni e gli enti locali presentano le proprie “buone pratiche” per un cambiamento virtuoso del nostro modo di produrre, consumare, governare e divertirsi.

Fa’ la cosa giusta!
www.falacosagiusta.org

www.oliocannarozzi.com

La Fava di Carpino, presidio Slow Food

domenica, 6 dicembre 2009
Fava di Carpino
I terreni calcarei e argillosi di Carpino sono perfetti per la coltivazione delle fave. E non a caso proprio qui, da sempre, si coltiva una delle varietà più apprezzate di tutta la Puglia. Si produce in rotazione con il grano duro, le barbabietole da zucchero, i pomodori e i lupini.
La semina avviene nei mesi di ottobre e novembre. Non si concimano (anzi, la fava è una pianta che arricchisce il terreno di azoto) e non si trattano: le erbette infestanti si tolgono a mano. A giugno, quando le piante sono ingiallite, si falciano a mano e si legano in covoni (i cosiddetti manocchi) che si lasciano seccare sul campo. Nel frattempo si predispone un’area circolare (arij) bagnando il terreno, ricoprendolo di paglia e pressandolo. Lo scopo è quello di creare uno strato duro e compatto su cui poter lavorare. Nel mese di luglio, quando i manocchi sono ben secchi, si sistemano sull’arij (dopo aver eliminato la paglia) e, quando il sole è alto, si passa alla fase della pesa: un agricoltore sta al centro dell’area, mentre uno o più cavalli girano in tondo schiacciando i covoni. Quindi, con tradizionali forche di legno, si separano le fave dalla paglia. Per eliminare anche le particelle più minute, infine, si sollevano con pale di legno e si gettano in aria approfittando della brezza pomeridiana.
Gli appezzamenti destinati alle fave di Carpino sono perlopiù molto piccoli – in media mezzo ettaro – e la produzione è quantitativamente modesta.
I produttori del Presidio coltivano anche lupini e olivi, da cui ricavano olio extravergine e olive da mensa.
A tavola
Piccolina e con una fossetta nella parte inferiore, la fava di Carpino è verde al momento della raccolta e, con il tempo, diventa color bianco sabbia. Tenera e saporita, tradizionalmente si cuoce nelle pignatte di terracotta sul fuoco dolce del camino. Si mangia come contorno – condita semplicemente con un filo di extravergine di oliva – oppure come primo piatto: cotta con erbe spontanee, con la zucca oppure con la carne di maiale.
La tradizione abbina questi semplici piatti a un vino rosato; per rimanere sul territorio, si scelga un rosato di Castel del Monte. Il corpo e la spiccata acidità di questo vino contrastano con le note dolci della fava e della zucca, riequilibrando piacevolmente il palato.
Area di produzione
Comune di Carpino (provincia di Foggia)
Socio e Produttore
Azienda Agricola Cannarozzi, tel/fax. 0884 99 22 94  cell 347.2213541— 392.1195508
www.oliocannarozzi.com
Presidio sostenuto da
Parco Nazionale del Gargano

Fava di Carpino

I terreni calcarei e argillosi di Carpino sono perfetti per la coltivazione delle fave. E non a caso proprio qui, da sempre, si coltiva una delle varietà più apprezzate di tutta la Puglia. Si produce in rotazione con il grano duro, le barbabietole da zucchero, i pomodori e i lupini.

Fave di Carpino

Fave di Carpino

La semina avviene nei mesi di ottobre e novembre. Non si concimano (anzi, la fava è una pianta che arricchisce il terreno di azoto) e non si trattano: le erbette infestanti si tolgono a mano. A giugno, quando le piante sono ingiallite, si falciano a mano e si legano in covoni (i cosiddetti manocchi) che si lasciano seccare sul campo. Nel frattempo si predispone un’area circolare (arij) bagnando il terreno, ricoprendolo di paglia e pressandolo. Lo scopo è quello di creare uno strato duro e compatto su cui poter lavorare. Nel mese di luglio, quando i manocchi sono ben secchi, si sistemano sull’arij (dopo aver eliminato la paglia) e, quando il sole è alto, si passa alla fase della pesa: un agricoltore sta al centro dell’area, mentre uno o più cavalli girano in tondo schiacciando i covoni. Quindi, con tradizionali forche di legno, si separano le fave dalla paglia. Per eliminare anche le particelle più minute, infine, si sollevano con pale di legno e si gettano in aria approfittando della brezza pomeridiana.

Gli appezzamenti destinati alle fave di Carpino sono perlopiù molto piccoli – in media mezzo ettaro – e la produzione è quantitativamente modesta.

I produttori del Presidio coltivano anche lupini e olivi, da cui ricavano olio extravergine e olive da mensa.

A tavola

Piccolina e con una fossetta nella parte inferiore, la fava di Carpino è verde al momento della raccolta e, con il tempo, diventa color bianco sabbia. Tenera e saporita, tradizionalmente si cuoce nelle pignatte di terracotta sul fuoco dolce del camino. Si mangia come contorno – condita semplicemente con un filo di extravergine di oliva – oppure come primo piatto: cotta con erbe spontanee, con la zucca oppure con la carne di maiale.

La tradizione abbina questi semplici piatti a un vino rosato; per rimanere sul territorio, si scelga un rosato di Castel del Monte. Il corpo e la spiccata acidità di questo vino contrastano con le note dolci della fava e della zucca, riequilibrando piacevolmente il palato.

Area di produzione

Comune di Carpino (provincia di Foggia)

Socio e Produttore

Azienda Agricola Cannarozzi – Tel e Fax: 0884992294 / Cell: 347.2213541 – 392.1195508

www.oliocannarozzi.com

Presidio sostenuto da

Parco Nazionale del Gargano

L’Azienda Agricola Cannarozzi

domenica, 6 dicembre 2009
L’azienda agricola Cannarozzi è situata nel cuore del Parco Nazionale del Gargano a pochi chilometri da mare, lago e Foresta Umbra:
Produce un Olio Extravergine di categoria superiore, ottenuto da olive sane, colte al giusto punto di maturazione e spremute entro 24 ore dalla raccolta in modo da conservare il più possibile la salubrità del frutto.
Solo a questo modo riesce a realizzare un eccellente Extravergine di colore giallo dorato con riflessi verdi, dal delicato profumo e dal sapore dolce, che, non essendo miscelato con altri oli e non contenendo additivi chimici, mantiene intatti i suoi valori nutrizionali e la sua assoluta genuinità.
Qualità Organolettiche – l’Extravergine esprime profumi delicatamente fruttati, molto piacevoli e complessi; si colgono: il carciofo, la foglia di pomodoro, l’oliva fresca.Il gusto regala un equilibrato assetto dei componenti.
L’azienda produce anche Olio Extravergine Aromatizzato al: Limone, Peperoncino, Rosmarino, Origano, Aglio, Salvia.
Inoltre legumi secchi, quali: Ceci, Cicerchie, Fagioli, Lenticchie e la rinomata FAVA DI CARPINO (presidio Slow Food).
L’azienda è aperta tutto l’anno per degustazioni e vendita dei prodotti.
Effettua consegne in tutta Italia.
www.oliocannarozzi.com
Azienda Agricola Cannarozzi

Azienda Agricola Cannarozzi

L’Azienda Agricola Cannarozzi è situata nel cuore del Parco Nazionale del Gargano a pochi chilometri da mare, lago e Foresta Umbra

Produce un Olio Extravergine di categoria superiore, ottenuto da olive sane, colte al giusto punto di maturazione e spremute entro 24 ore dalla raccolta in modo da conservare il più possibile la salubrità del frutto.

Solo in questo modo riesce a realizzare un eccellente Extravergine di colore giallo dorato con riflessi verdi, dal delicato profumo e dal sapore dolce, che, non essendo miscelato con altri oli e non contenendo additivi chimici, mantiene intatti i suoi valori nutrizionali e la sua assoluta genuinità.

Qualità Organolettiche – l’Extravergine esprime profumi delicatamente fruttati, molto piacevoli e complessi; si colgono: il carciofo, la foglia di pomodoro, l’oliva fresca. Il gusto regala un equilibrato assetto dei componenti.

L’azienda produce anche Olio Extravergine aromatizzato al: Limone, Peperoncino, Rosmarino, Origano, Aglio, Salvia.

Inoltre legumi secchi, quali: Ceci, Cicerchie, Fagioli, Lenticchie e la rinomata Fava di Carpino (presidio Slow Food).

L’azienda è aperta tutto l’anno per degustazioni e vendita dei prodotti.
Effettua consegne in tutta Italia.

www.oliocannarozzi.com