Posts Tagged ‘Fava di Carpino’

Assalto alle Fave di Carpino, già finito l’intero raccolto.

domenica, novembre 30th, 2014

 

Presidente Associazione Produttori  Fave di Carino

Presidente Associazione Produttori “Fave di Carpino”,       Maria Antonietta di Viesti   www.oliocannarozzi.com

E’ bastata la notizia che le fave di Carpino fossero in orbita con la prima astronauta italiana Samantha Cristoforetti ed è partito l’assalto. «Ci sono arrivate richieste da tutt’Italia – dice Maria Antonietta Di Viesti, presidente dell’associazione “Fava di Carpino” – il successo è tale che pensiamo a una grande festa della zuppa, da fare qui nel periodo natalizio, con i produttori degli altri legumi portati nella missione spaziale Futura». Anzitutto il cece nero della Murgia barese, l’altro “pugliese” prescelto. Il risultato di tanto interesse è che l’intero raccolto di fave di quest’anno, circa 30 quintali divisi fra cinque produttori garganici (la fava di Carpino è davvero un prodotto di nicchia) è andato esaurito. Non è stato così in passato, perchè la coltivazione della fava, che non a caso è presidio Slow Food, costa davvero fatica.

«Dobbiamo seguire il disciplinare – spiega Maria Antonietta – c’è una procedura precisa, non si improvvisa nulla». Si parte dal seme, che deve essere acquistato da uno dei produttori storici. Dopo l’aratura (l’unica fase eseguita con un mezzo meccanico), c’è la semina. La mietitura è all’inizio dell’estate e deve essere fatta manualmente: «Il baccello – spiega Maria Antonietta – è molto vicino alla radice, nulla come le mani può recuperare il frutto». Poi arriva la fase della pesatura, che l’associazione dei produttori ha trasformato da alcuni anni in un rito, una vera grande festa sull’aia, ma prima «la fava va lasciata sui covoni a seccare – il racconto di Maria Antonietta – poi va schiacciata, quindi liberata dalla paglia e questa operazione viene completata con la pesatura, gettando in aria le fave per togliere gli ultimi frammenti di paglia. E’ necessario farlo con il vento del primo pomeriggio». Tanto lavoro e tanta dedizione dovrebbero spuntare un prezzo altisonante e invece la fava di Carpino viene venduta a non più di 6 euro al chilo. Anche diventare produttori non è semplice: basti pensare che per essere ammessi nelle ristretta cerchia dell’associazione, bisogna seminare la fava a vuoto per tre anni.

«Fino allo scorso anno – dice Maria Antonietta Di Viesti – eravamo in tre, quest’anno si sono aggiunti altri due produttori. Certo la missione spaziale ha sollecitato l’interesse di molti giovani, che propongono tante idee».

Ora si pensa al prossimo anno, perchè questa notorietà… galattica del legume garganico è un tesoretto da gestire al meglio. Se la Argotec (l’azienda torinese che con lo chef Stefano Polato ha preparato il bonus food di Samantha Cristoforetti) sta vendendo on line le zuppe dell’astronauta, a Carpino sono più che intenzionati ad incrementare la semina. Intanto, i fortunati che hanno ancora qualche etto di fave, le gustano nella ricetta classica: in pignata per ore accanto al fuoco del caminetto, con acqua e sale, cipolla rossa, origano selvaggio e un filo d’olio crudo.

 

                               di ANNA LANGONE

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Per info Sig.ra Maria Antonietta  Cell:  392 11 95 508 

Azienda Agrituristica Cannarozzi BIT MILANO 2013 da Carpino (Gargano-Puglia)

lunedì, ottobre 28th, 2013

Presentazione della “Fava di Carpino” alla BIT Borsa Internazionale del Turismo di Milano. Maria Antonietta spiega come viene prodotta e cotta.

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A Carpino continua la raccolta delle “Fave di Carpino”

giovedì, giugno 13th, 2013

Anche quest’anno abbiamo iniziato la raccolta delle “Fave di Carpino“, si procederà con le successive fasi di lavorazioni. Questo è un prodotto tutelato da Slow Food  i motivi sono la grande difficoltà che c’è a produrre questo legume e successivamente il lavoro per la pulitura.

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Per info Sig.ra Maria Antonietta Cell:  392 11 95 508 

Frantoi Aperti edizione 2010

domenica, novembre 7th, 2010

Carpino, 10 novembre 2010 – 30 gennaio 2011   

 

Carpino – Azienda Agricola Cannarozzi –  Come i “6 week end da leccarsi i baffi”,  slogan ufficiale dell’edizione 2010 di Frantoi Aperti, anche la nostra Azienda  presenterà per tutta la durata della raccolta (che avverrà fino a febbraio 2011),  una lunga manifestazione dedicata all’olio e alle sue qualità salutistiche: sarà possibile infatti assaggiare e visitare i luoghi dove la produzione dell’ olio è la regina delle attività del paese.    

 

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TORINO: Salone del Gusto 2010

mercoledì, novembre 3rd, 2010

Grande partecipazione al Salone del Gusto di Torino dal 21 al 25 Ottobre 2010, anche questa’anno  la  “Fava di Carpino” ha inanellato un grande successo.  Per coloro che voglio assaporare i profumi di una volta – be! – contattateci. Ora disponibile il nuovo Olio Extravergine di Oliva. Spedizioni in tutta Italia.

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Seccano sui covoni le “Fave di Carpino”

giovedì, luglio 22nd, 2010
fave di carpinoLa STAMPA.it
I luoghi del gusto
22/07/2010 –

Nei terreni calcarei e argillosi del comune foggiano di Carpino si coltiva una delle fave pugliesi più apprezzate. Gli appezzamenti sono molto piccoli e la produzione è quantitativamente modesta. Seminate nei mesi di ottobre e novembre, le fave non si concimano e non si trattano: le erbe infestanti sono tolte manualmente. Tra giugno e luglio, le piante sono falciate a mano e legate in covoni da far seccare sul campo. Nel frattempo si predispone un’area circolare (arij) bagnando il terreno, ricoprendolo di paglia e pressandolo.Si sistemano i covoni ben secchi sull’arij e, quando il sole è alto, si passa alla fase della pesa: un agricoltore sta al centro dell’area, mentre uno o più cavalli girano in tondo schiacciando i covoni. Con forche di legno si separano quindi le fave dalla paglia. Tenera e saporita, di dimensioni medio piccole e con una fossetta nella parte inferiore, la fava di Carpino è verde al momento della raccolta e, con il tempo, diventa color bianco sabbia.Il Presidio Slow Food cerca di tenere vivo il metodo di coltivazione e di incentivare la produzione di questo legume.

Articolo  di  Angelo Surrusca

LA STAMPA del  22 lug 2010

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Sondaggio: il Made in Italy

domenica, dicembre 6th, 2009
Azienda Agricola Cannarozzi

Azienda Agricola Cannarozzi. www.oliocananrozzi.com

Il vero Made in Italy: Coldiretti, “per meta’ italiani vale almeno 30% di piu’.

 

Quasi la metà degli italiani  ritiene che un alimento realizzato con prodotti coltivati (come le olive – l’olio extra vergine) di conseguenza o  allevati interamente in Italia valga almeno il 30 per cento in piu’.
E’ quanto emerge dalla prima indagine sul valore aggiunto del Made in Italy presentata dagli amici della Coldiretti all’incontro su “Il vero Made in Italy fa crescere le imprese e il paese” con la partecipazione del Ministro per le politiche comunitarie e del presidente dell’Antitrust  , in occasione della conversione in legge del cosiddetto “Decreto Ronchi” con la nuova norma su cosa si intende per “prodotto interamente italiano”

Quasi la metà degli italiani ritiene che un alimento realizzato con prodotti coltivati (come le olive, l’olio extravergine) di conseguenza o allevati interamente in Italia valga almeno il 30 percento in piu’.

E’ quanto emerge dalla prima indagine sul valore aggiunto del Made in Italy presentata dagli amici della Coldiretti all’incontro su “Il vero Made in Italy fa crescere le imprese e il Paese” con la partecipazione del Ministro per le politiche comunitarie e del presidente dell’Antitrust, in occasione della conversione in legge del cosiddetto “Decreto Ronchi” con la nuova norma su cosa si intende per “prodotto interamente italiano”.

Azienda Agricola Cannarozzi, 100% Made in Italy!

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